Rischio stress lavoro correlato

"Complesso di reazioni individuali provocati da fattori ambientali e sociali a motivo dei quali possono scatenarsi nel soggetto alterazioni del comportamento e disturbi psicosomatici."

Questa è solo una delle definizioni per lo stress correlato all'attività lavorativa, uno dei problemi di salute riferito più frequentemente dai lavoratori: si stima che affligga un lavoratore su quattro.
La percezione dello stress varia da persona a persona, in funzione delle situazioni e delle circostanze in cui questa si trova, ed è difficile quindi fissare limiti o trovare parametri precisi per descrivere il fenomeno.
Tuttavia c'è un livello di tensione che nella maggior parte delle persone influisce negativamente sulla sensazione di benessere e l'evoluzione delle metodologie di lavoro e dei contesti di vita, porta a presupporre che tali cifre siano destinate ad aumentare, aggravando la perdita di giornate lavorative per fenomeni legati allo stress, già stimata in circa il 50%, e la conseguente spesa sociale.

QUALI SONO I FATTORI CHE CAUSANO LO STRESS?

Lo stress lavoro correlato può essere generato da molteplici fattori, spesso concomitanti tra loro, tra i quali i più riconosciuti sul posto di lavoro sono i seguenti:

  • lavoro ripetitivo ed arido, scarso margine di manovra
  • incarichi lavorativi non chiari, mansioni non definite
  • ambiti di responsabilità non chiari
  • frequanti interruzioni o disturbi durante il lavoro
  • carico di lavoro e di responsabilità eccessivo o ridotto
  • violenza e molestie di natura psicologica
  • rapporto conflittuale uomo - macchina
  • elevate pressioni emotive esercitate sui lavoratori
  • conflitti nei rapporti con colleghi e superiori
  • scarso equilibrio tra lavoro e vita privata
  • fattori ambientali (rumore, presenza di pubblico...)
  • lavoro notturno e turnazione
  • innovazioni apportate alla progettazione, all’organizzazione e alla gestione del lavoro
  • contratti precari eprecarietà del lavoro

Particolare attenzione deve essere prestata a gruppi di lavoratori maggiormente a rischio e più vulnerabili, per esempio i lavoratori con disabilità, i lavoratori migranti, i lavoratori giovani e anziani.

A questi possono andare a sommarsi situazioni di stress e carico emotivo derivanti dalla vita privata del soggetto, quali ad esempio:

  • situazioni conflittuali con il partner, i figli o gli amici
  • problemi economici
  • molteplici attività (lavoro, casa, figli, sport, ecc.)
  • scarsa vita di relazione

Lo stress quindi tende a manifestarsi principalmente quando c'è squilibrio tra le richieste avanzate nei confronti del lavoratore e le risorse che questi ha a disposizione per farvi fronte; se ciò perdura nel tempo può insorgere un rischio per la sicurezza e per la salute.

Infine è bene rimarcare che lo stress può colpire chiunque, non è appannaggio soltanto di alcune categorie di lavoratori, in qualsiasi settore e in aziende di qualsiasi dimensione, ed è un fattore che può incidere pesantemente sui risultati di una azienda.

 

QUALI SONO I SINTOMI DI STRESS - AZIENDE E PERSONE?

Lo stress lavoro correlato può emergere sia a livello aziendale che del singolo lavoratore, con sintomi più o meno evidenti:

  • assenteismo
  • frequente avvicendamento del personale
  • problemi disciplinari
  • violenza e molestie di natura psicologica
  • riduzione della produttività
  • errori e infortuni
  • aumento dei costi d’indennizzo o delle spese mediche

A livello del singolo lavoratore:

  • reazioni emotive (irritabilità, ansia, disturbi del sonno, depressione, ipocondria, alienazione, spossatezza, iperattività, problemi relazionali con la famiglia)
  • reazioni cognitive (difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, scarsa propensione all’apprendimento di cose nuove, ridotta capacità decisionale)
  • reazioni comportamentali (abuso di sostanze stupefacenti, alcol o tabacco, comportamento distruttivo)
  • reazioni fisiologiche (problemi alla schiena, indebolimento del sistema immunitario, ulcere peptiche e disturbi gastrici, disturbi cardiaci, ipertensione)

Gli effetti emotivi e cognitivi possono mostrarsi in modo repentino, come reazione della persona all'aumento dello stato di tensione, con un aumento della frenesia nel lavoro, dimenticanze e smemoratezza, irritabilità, insoddisfazione, aumento degli errori, infortuni, sudorazione senza sforzi o riduzione delle capacità cognitive.

Il perdurare dello stato di stress può comportare anche effetti sulla salute fisica e psicologica, anche gravi.

 

COME VALUTARE IL RISCHIO STRESS?

Il datore di lavoro è chiamato dal Decreto Legislativo n. 81/08 a valutare tutti i rischi ai quali possono essere esposti i lavoratori, tra cui anche quelli dovuti allo stress lavoro correlato (art. 28).
I datori di lavoro hanno quindi l’obbligo di gestire lo stress legato all’attività lavorativa al pari di qualsiasi altro rischio per la salute e la sicurezza presente sul luogo di lavoro, nell'ottica di prevenirne l'insorgenza adottando azioni appropriate.
Anche in questo caso i lavoratori dovranno essere coinvolti nella valutazione del rischio, infatti sono i diretti interessati dalle eventuali azioni correttive da porre in atto e vivono in prima persona il clima aziendale e le situazioni di possibile stress.

Per valutare il rischio stress lavoro correlato sono disponibili in letteratura vari metodi, più o meno elaborati o complessi, in generale è comunque sufficiente attenersi al normale approccio di valutazione del rischio, tenendo presenti i fattori scatenanti e gli effetti riscontrabili:

  • individuare i pericoli e le persone esposte al rischio
  • valutare l'entità del rischio e attribuire un ordine di priorità in funzione delle probabilità che il rischio arrechi un danno, l'eventuale gravità del danno atteso e il numero di persone esposte
  • decidere quali azioni preventive adottare
  • intervenire con azioni concrete
  • controllare e revisionare l'efficacia delle azioni intraprese

QUALI AZIONI PER LIMITARE IL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO?

Come per le altre fonti di rischio nell'ambiente di lavoro, è più efficace prevenire l'insorgenza del rischio piuttosto che porvi rimedio in un secondo momento, la forza per prevenire lo stress legato all’attività lavorativa deve essere ricercata nell’azienda e nella gestione del lavoro.

Per ridurre la possibilità del rischio, occorre:

  • adeguata formazione e chiara informazione a tutti i lavoratori
  • lasciare ai lavoratori il tempo necessario per eseguire le loro mansioni
  • organizzazione del lavoro mirata alla riduzione dei rischi, per evitare al massimo ripetitività e monotonia
  • fornire descrizioni chiare dell’attività da svolgere
  • gratificare i lavoratori che assicurano buone prestazioni
  • assegnazione degli incarichi tale da permettere ad ognuno di realizzare al massimo le proprie qualità personali
  • consentire ai lavoratori di presentare lamentele e considerare tali lamentele seriamente
  • informazione del lavoratore sugli obiettivi e sull'importanza delle sue mansioni, perché possa intervenire autonomamente nei processi lavorativi - permettere ai lavoratori di avere il controllo delle loro attività
  • definire con chiarezza i ruoli e le responsabilità di lavoro
  • consentire ai lavoratori di partecipare alle decisioni che hanno ripercussioni dirette su di loro
  • per quanto riguarda il rapporto uomo - macchina, occorre seguire le direttive di legge previste per l'acquisto dei software
  • evitare ambiguità per quanto riguarda la sicurezza del posto di lavoro e le prospettive di sviluppo professionale
  • offrire possibilità di interazione sociale, facilitando contatti sociali e collaborazioni
  • assegnare le mansioni in modo che il lavoro sia stimolante
  • ridurre al minimo i rischi fisici, limitare la rumorosità dell'ambiente
  • adattare i carichi di lavoro alle capacità e alle risorse di ciascun lavoratore