Sicurezza sui luoghi di lavoro
B/06 - ANCE: le linee guida per le imprese di costruzione
(Fonte: Il Sole 24 Ore )
L'Ance ha provveduto, di concerto con l' Istituto di certificazione per le imprese nelle costruzioni (ICIC), ad elaborare le linee guida per la realizzazione di un sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro (SGSL) all'interno delle imprese di costruzione volto da una parte a prevenire gli infortuni sul lavoro adottando tutte le misure più idonee, dall'altra a ridurre il rischio per le imprese di incorrere nella responsabilità amministrativa delineata dal Dlgs 231/2001 e ora codificata dal testo sicurezza (Dlgs 81/2008).
Il documento è stato redatto con l'obiettivo di facilitare le imprese di costruzione nel complesso compito di istituire e attuare un sistema di gestione (SGSL) coerente con i requisiti previsti dalle "Linee guida per un Sistema di Gestione della Salute e sicurezza sul Lavoro" prodotte da UNI e INAIL nel 2001 e per risultare coerenti anche con le "Indicazioni specifiche per l'applicazione nelle aziende di costruzioni esercenti cantieri temporanei e mobili", elaborate e approvate il 24 giugno 2003.
Allineandosi totalmente alle linee guida UNI-INAIL, il sistema di gestione (SGSL) previsto dall'ANCE per le impresa di costruzioni prevede:
- una fase preliminare di impianto del sistema che si traduce nella definizione del documento programmatico e nella sua diffusione;
- una fase di esercizio e di controllo da parte dell'impresa e dei singoli cantieri ossia di verifica e proposta di modifica del PSC predisposto dalla committenza
- infine una fase di riesame e di miglioramento del sistema;
Naturalmente le varie fasi possono intersecarsi e interagire fra loro, ma, a fini esemplificativi e per una maggiore comprensione, nelle linee guida gli adempimenti relativi a ciascuna fase sono illustrati separatamente.
Ogni linea guida è corredata da esempi applicativi che costituiscono un modello non vincolante, che può essere modificato, a volte anche profondamente, a seconda della tipologia organizzativa dell'impresa e delle sue dimensioni al fine di renderlo aderente alle varie realtà presenti sul territorio.
A/06 - Esperti della C.E.vogliono sottrarre le piccole imprese all'obbligo del DVR
(Fonte: Diario per la Prevenzione )
Un gruppo di esperti, designato dalla Commissione europea per promuovere la campagna di deregulation denominata "una migliore regolazione", propone in un documento di permettere alle piccole imprese di non elaborare il documento sulla valutazione dei rischi. Il documento adottato il 28 maggio, è dedicato principalmente alla Direttiva quadro 391.89 sulla salute e sicurezza nel lavoro e alla direttiva sui cantieri mobili. "Una tale proposta indebolirebbe in modo considerevole l'adozione di una gestione sistematica dei probelmi di salute e sicurezza nelle piccole imprese" ha affermato Laurent Vogel, direttore del Dipartimento Salute e Sicurezza di ETUI. La sua analisi si collega con quella della Direzione generale Affari Sociali della Commissione che si era già espressa nel passato contro questa proposta.
La composizione del gruppo di esperti, ribattezzato "Gruppo Stoiber" in riferimento al Ministro presidente conservatore del Land della Baviera che ne assicura la presidenza, è stato fisssato in modo da assicurare una maggioranza automatica ai punti di vista favorevoli alla deregulation più radicali.
Per la maggioranza del gruppo Stoiber, l'obbligo di gestire la salute e la sicurezza con la conservazione, comunicazione delle informazioni più importanti rappresenterebbe un "fardello amministrativo" per le imprese. Secondo questo documento più del 90% delle spese fatte dalle imprese per la messa in opera della direttiva quadro potrebbero essere evitate in assenza di legislazione.
Il testo adottato preconizza egualmente di ridurre del 20%, sia nel numero sia nella durata, le ispezioni sui luoghi di lavoro. Per la valutazione dei rischi, il gruppo propone una riduzione dei costi del 30%.
Il testo considera egualmente che l'obbligo di fare un rapporto sugli incidenti del lavoro alle autorità competenti è all'origine di spese eccessive e preconizza delle riduzioni che potrebbero essere del 100% del tempo dedicato attualmente a questo obbligo.
"Il documento non spiega come potrebbe essere un obbligo con il conto di tempo pari a zero! Le proposte concernenti la direttiva sui cantieri mobili e temporanei partono dagli stessi presupposti e non sono affatto più serie", commenta Laurent Vogel.
Il documento del "Gruppo Stoiber" si fonda in gran parte su stime preparate dal consorzio coposto dalle Società Capgemini, Deloitte e Ramboll Management. Questo consorzio ha ha ottenuto dalla Commissione un contratto d'oro per misurare i costi di una serie di direttive in tredici campi differenti e per formulare delle raccomandazioni.
L'utilizzazione di questo Consorzio pone un problema politico rilevante. I dati definitivi non sono stati resi pubblici e tantomeno sono state fornite delle informazioni dettagliate sulla metodologia di valutazione adottata. Cifre ottenute con qualche intervista svolta in qualche paese sono state estrapolate su basi arbitrarie.Le stime hanno subito variazioni importanti da una versione all'altra del documento. Qualche documento che circola testimonia d'una analisi superficiale e di una grossolana ignoranza sul contenuto delle direttive e sulle situazioni nazionali. Per esempio il consorzio considera che la denuncia di un incidente sul lavoro occupa in media 1.400 minuti in Romania contro i 5 minuti della Svezia.
Un dibattito democratico è indissolubile da una necessaria trasparenza sul modo con il quale sono elaborati i dati e sulla possibilità di sottoporre questi dati ad una analisi critica .
Il Consorzio era tenuto a rendere pubblico il suo rapporto per la fine del 2008, in modo che il dibattito politico potesse avere luogo nel 2009. Questo calendario non è stato rispettato.
Il "gruppo Stoiber", come certi settori della Commissione, presentano gli allegati elaborati dal Consortium come dati consolidati e verificati mentre grandi dubbi pesano sulla loro attendibilità e sul modo con il quale sono stati prodotti.
"E' indispensbile che la Commissione apporti piena chiarezza sulle condizioni nelle quali il Consortium ha lavorato. E' una esigenza elementare perche un dibattito democratico abbia luogo sulla utilizzazione dei dati a fini di propaganda con condizioni che sono costate molto care al budget dell'Unione Europea" conclude il direttore del Dipartimento Salute e Sicurezza di ETUI
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