Sicurezza sui luoghi di lavoro
G/04 - Sacconi, il calo delle morti bianche non è merito del Governo Prodi
(Fonte - Asca 28/04/09)
Il calo delle vittime sul lavoro che nel 2008 e' sceso sotto i 1.200 ''e' incoraggiante'' ma ''non c'entra nulla'' con le norme sulla sicurezza sul lavoro introdotte dal governo Prodi nel 2007. A sostenerlo e' il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, al termine di un'audizione alla commissione speciale sulle morti bianche al Senato.
Sacconi ha spiegato che la legge Damiano ''e' in parte ancora da attuare: non possono esserci conseguenze da una legge che entra in vigore a meta' anno e in cui larga parte dei contenuti sono rinviati ad atti successivi, alcuni in corso di adozione, altri all'inizio del 2009''.
Quanto al dato relativo al calo delle morti bianche il ministro ha osservato che piu' della meta' sono infortuni sulla strada, e questo ''significa che dobbiamo per un verso dedicare molta attenzione alla sicurezza stradale e dall'altra mirare le attivita' con riferimento agli ambiti piu' esposti come l'edilizia e l'agricoltura''.
F/04 - Sacconi, riformuleremo testo unico
(Fonte - Asca 28/04/09)
'Siamo disponibili a riscrivere, anzi certamente riformuleremo il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, perche' non vogliamo che sia male intepretato politicamente e sopratutto dalle persone che sono preposte ad applicare la legge''. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Scconi, nel corso dell'audizione in commissione di inchiesta sulle morti bianche al Senato.
''Mi auguro che la finalita' di definire con certezza l'ambito di responsabilita' penale sia condivisa da tutti'', ha auspicato Sacconi
E/04 - Napolitano, attendiamo riscrittura norma salva manager
(Fonte - Asca 22/04/09)
'La preoccupazione per quella norma l'avevamo espressa da subito''. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita alla Reggia di Venaria a proposito del cosiddetto lodo salva manager, inserito all'interno del testo unico sulla sicurezza del lavoro che ha sollevato di recente molte polemiche.
''Prendo atto - ha aggiunto Napolitano - che il ministro Sacconi questa mattina si e' dichiarato pronto a riscrivere la norma per evitare interpretazioni che non sono state volute e che sarebbero pesanti anche agli effetti del processo Thyssenkrupp. Adesso siamo in attesa di vedere questa nuova scrittura della norma''.
D/04 - "Sapere non basta"
(Fonte - Suva.ch)
Vi sono persone che fumano o fanno sesso non protetto pur essendo consapevoli dei rischi. La sociologa Eva Brunner spiega perchè l’individuo è disposto ad accettare il rischio e come gli esperti della prevenzione possono contrastare tale comportamento. Spiega anche come sensibilizzare gli apprendisti forestali o come ridurre i comportamenti a rischio di chi lavora con macchinari industriali.
È scientificamente dimostrato che fumare fa male alla salute. Perché allora c’è ancora gente che fuma?
Eva Brunner: Non basta sapere le cose per cambiare il proprio comportamento. I fumatori sanno che il fumo fa male alla salute, ma considerano anche gli aspetti positivi del fumo, come il controllo del peso oppure - nei giovani – la facilità di entrare in contatto con altri giovani. L’approccio educativo classico ritiene che sia sufficiente indicare i rischi per cambiare i comportamenti. Purtroppo non è così semplice.
Che cosa bisogna fare allora?
Brunner: Bisogna dimostrare ai fumatori come raggiungere un comportamento salutare, motivandoli a smettere di fumare.
Vuole dire che le campagne di prevenzione non devono "scioccare" il pubblico facendo leva sulle conseguenze negative ma devono presentare comportamenti alternativi?
Brunner: Sì. È importante, ad esempio, far vedere a chi desidera smettere di fumare quali sono le situazioni a rischio e come superarle. Durante il weekend, bevendo un bicchiere in compagnia, o dopo una buona cena, un fumatore sente spesso il bisogno di fumare una sigaretta. Deve quindi sapere in anticipo come superare il pericolo. Poi è importante aiutarlo a gestire le ricadute senza drammatizzarle, ma imparando a superarle.
La Suva è impegnata sul fronte della sicurezza sul lavoro e nel tempo libero. Le aziende forestali sono spesso confrontate con un’elevata frequenza di infortuni tra gli apprendisti. Come si può influire sul loro comportamento?
Brunner: Con interviste e lavori di gruppo possono essere illustrate le norme sociali, vale a dire le norme valide per il gruppo. È parimenti importante parlare delle situazioni difficili e pericolose per capire perchè gli apprendisti corrono rischi evitabili. Poi possono essere proposte delle soluzioni. Oltre alla comunicazione del rischio, va curata anche la cultura della sicurezza in azienda. Questo tipo di progetti, tuttavia, dà i suoi frutti solo se vi è la partecipazione dei superiori che danno il buon esempio. Se loro sono i primi a non rispettare le misure di sicurezza, non c’è da stupirsi che gli apprendisti non le seguano.
Come si può favorire la cultura della sicurezza in azienda?
Brunner: Da un lato devono essere i capisquadra, i superiori e i formatori a spiegare agli apprendisti le regole e di sicurezza. In aggiunta, però, si possono istruire alcuni apprendisti su come affrontare situazioni a rischio durante il lavoro affinché possano essere d’esempio per altri, mostrare loro le misure di prevenzione e i piani d’intervento. Credo che questo approccio possa dare buoni risultati, perchè i giovani imparano di più se sono istruiti da persone della loro stessa età.
Nel settore dell’industria, i lavoratori disattivano i dispositivi di sicurezza dei macchinari perchè li ritengono un ostacolo al lavoro. Come si può intervenire in questi casi per combattere i comportamenti a rischio?
Brunner: Al momento della scelta dei dispositivi di sicurezza è importante che l’azienda coinvolga i lavoratori. È altrettanto importante una formazione che dimostri ai collaboratori come si possa lavorare velocemente e con efficienza anche con i dispositivi di sicurezza. Questo approccio serve a far sì che le misure di sicurezza diventino parte della routine lavorativa, senza che i lavoratori abbiano l’impressione di essere più lenti.
Vi sono persone con una maggiore propensione al rischio?
Brunner: I giovani hanno una propensione al rischio maggiore delle persone più adulte.
Come si manifesta?
Brunner: Ad esempio nel modo in cui vivono la sessualità. Durante le nostre ricerche presso la scuola universitaria professionale della Carinzia, abbiamo chiesto ai giovani quando usano i preservativi. Il sondaggio ha dato questo risultato: non usare il preservativo è considerato una dimostrazione di fiducia nei confronti del nuovo partner.
Che conclusioni trae da questo sondaggio?
Brunner: Il fenomeno a cui assistiamo oggi è quello della monogamia seriale, ovvero un partner esclusivo dopo l’altro, di cui di solito si conosce ben poco. Ciò che i giovani definiscono come relazione duratura non corrisponde tuttavia all’idea che ne hanno gli adulti. Nelle nostre interviste abbiamo constatato che è considerata una relazione duratura un rapporto di 2-3 settimane e per questo il preservativo spesso non è più usato. Per questo penso che il tema della fiducia dovrebbe essere affrontato seriamente nelle campagne di prevenzione dedicate alla salute dei giovani e alla sessualità.
C/04 - In Emilia Romagna al via sistema elettronico per la sicurezza nei cantieri
(Fonte - Asca)
Parte, nelle prossime settimane, nel cantiere del lotto 5B della Variante di Valico nell'Appennino bolognese la sperimentazione del ''sistema Repac'' per il monitoraggio elettronico dei cantieri al fine di aumentare la sicurezza e la qualita' del lavoro degli addetti. Lo ha annunciato in una nota la Regione Emilia-Romagna.
L'iniziativa sara' presentata giovedi' 16 aprile 2009, alle ore 11, nel corso di una conferenza stampa che si terra' nella sala stampa della Giunta regionale a Bologna.
Alla presentazione parteciperanno Gennarino Tozzi di Autostrade per l'Italia, l'assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli e l'assessore al Lavoro della Provincia di Bologna Paolo Rebaudengo.
B/04 - INAIL: non deve essere comunicato il nominativo del R.L.S. se l'impresa si avvale del rappresentante territoriale
(Fonte - Biblus-net)
L'art. 18, comma 1, del Decreto legislativo n. 81/2008 (Testo Unico della Sicurezza) stabilisce che il datore di lavoro o i dirigenti devono comunicare annualmente all'INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Con la circolare 11/2009 l'INAIL ha definito le istruzioni operative per la trasmissione del nominativo del R.L.S..
Con un nuovo comunicato, successivo alla pubblicazione della citata circolare n. 11/09, l'Inail ha chiarito che sono esentate dall'obbligo di effettuare tale comunicazione tutte quelle imprese che si avvalgono del Rappresentante per la sicurezza territoriale, secondo quanto previsto dall'art. 48 del D. Lgs n. 81/08.
L'INAIL ha confermato che deve essere comunicato il nominativo del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza aziendale previsto dall'art. 47 del D.Lgs. n. 81/08.
A/04 - Salute e sicurezza nel lavoro: controlli mirati e sanzioni più efficaci
(Fonte - Governo Italiano)
Approvato dal Consiglio dei ministri del 27 marzo 2009 uno schema di decreto legislativo, presentato dai Ministri del Lavoro, salute e politiche sociali, Maurizio Sacconi, delle Infrastrutture, Altero Matteoli, e dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che modifica e integra la vigente normativa in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro. Il provvedimento apporta alcune significative modifiche che recepiscono le criticità emerse nei primi mesi di applicazione del Testo unico e migliora le regole sulla sicurezza in un'ottica che tende a favorire la chiarezza del dato normativo quale presupposto per favorirne l'applicazione corretta ed efficace. Le principali novità introdotte consistono, oltre che nella semplificazione formale di alcuni documenti fondamentali (per es., la valutazione dei rischi), in una generalizzata razionalizzazione delle sanzioni penali ed amministrative conseguenti alle violazioni degli obblighi da parte di datori di lavoro, dirigenti e personale preposto; nella migliore definizione del ruolo degli organismi paritetici e nel potenziamento del ruolo degli enti bilaterali che, in quanto espressione di competenze tecniche adeguate, certificano i modelli di organizzazione della sicurezza in azienda, al fine di incentivare la diffusione di tali strumenti di tutela della salute e della sicurezza. Il testo, che sarà sottoposto alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, riceverà quindi il parere della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari.